TER ET BANTINE

DESIGNER :Manuela Arcari
Biografia
Manuela Arcuri, nata a Bologna, è un personaggio schivo, che non ama mostrarsi.L’incontro con la moda avviene per caso nel 1980, quando inizia la sua collaborazione presso l’ufficio stile di un’azienda di abbigliamento della zona. Dal quel momento il lavoro diventa passione e nel 1992 Manuela disegna la prima collezione che riscuote un successo di pubblico e stampa senza precedenti.
Madre di due figli, definisce Ter Et Bantine come la sua “Terza Figlia”, affermando di averli fatti crescere tutte e “tre” con amore e attenzione, proteggendoli senza mai far mancare disciplina e rigore, non risparmiando le critiche anche feroci, per permettere loro di conquistare la libertà di essere quello che vogliono.
AZIENDA, Company profile
Fondata nel 1982 a Granarolo Faentino, per produrre abbigliamento, la G.F.M. Industria spa, appartiene a quel tessuto di medie e piccole aziende, dotate di flessibilità gestionale, abilità e duttilità produttiva, che costituiscono uno dei patrimoni più importanti del made in Italy. Nel 1994 cresce e si trasferisce in una nuova sede, un ex zuccherificio, esteso su una superficie di 18.000 mq.
Una sorta di borgo, costituito da palazzine in pietra a vista, con ampi spazi interni a tutt’altezza, travati di legno, ristrutturate nel rispetto delle loro identità, senza alterare il severo spirito industriale del luogo, che rinasce a nuova vita artigiana.
Nel 1992 inizia la produzione del marchio Ter Et Bantine, utilizzato precedentemente dalla stilista francese Chantalle Thomas. Un nome evocativo, scelto per riverberare sulle collezioni un’impronta internazionale e quel tocco d’eleganza disinvolta, tipica del pret a porter francese.
Nel 1999 l’approdo a Milano, capitale della moda, con un ampio e luminoso showroom di 1000 mq, progettato con nitore compositivo dallo studio Clerici De Molinari, in via San Francesco D’Assisi, zona centrale della città.
Attualmente l’azienda impiega 60 addetti per un fatturato, che nel 2003 ha raggiunto i 10 milioni di Euro, ed ha una distribuzione internazionale in punti di vendita selezionati.
Ai vertici Manuela Arcari, come presidente del consiglio e David Agus, giunto in azienda dopo esperienze commerciali in altri marchi di rilievo, come amministratore delegato.

Inverno 2012

Informale ma contratto come l’antidivisa di una rivolta è il vestito di Ter et Bantine per l’autunno inverno 2012-13.
Manuela Arcari scarta dall’ordinario, compone un guardaroba di elementi eccentrici, fortemente noir.
I tagli militari, le espansioni geometriche e il repertorio dark sono i fattori ricorsivi che generano nel moltiplicarsi e sommarsi previste silhouette drammatiche.
La palette di sfumature d’ombra è misurata da alcuni abbaglianti pezzi bianchi. La vertigine scura si nutre di tutte le texture immaginabili, cuoio, camoscio, lane spettinate, sintetici irti a riflessi bagnati come pelli animali, armature a raso: nei tagli tecnici trovano il pretesto per affrontarsi. La pelliccia, certi ricami di stoffa strappata, motivi ipnotici floccati su panno si arrangiano in innesti da sartoria di ricavo su basi impeccabili. I cappotti e i tailleur voluminosi giaccone e gonna trovano il loro doppio in abiti e top nitidi che impattano su pantaloni maschili.
Il corpo è coperto, il femminile notturno, assorto.

Winter 2012

Casual and concise as the anti-uniform of a revolt – this is Ter et Bantine’s dresscode for Autumn/Winter 2012/2013.
Manuela Arcari leaves day-to-day items behind to create a wardrobe packed with eccentric elements designed to have a powerful noir impact.
Military style items, geometrical expansions and a Gothic repertoire are recurrent traits that multiply and add on to generate the desired dramatic silhouettes.
The colour palette featuring shadowy hues is countered by a few dazzling white items. The dark vortex is built on every imaginable texture, namely leather, suede, row wool, bristly synthetics with wet-effect highlights, such as animal skin and satin weave. The hi-tech style provides them with an opportunity for juxtaposition. Furs, artful embroidery on ripped fabrics and hypnotic patterns flock-printed on cloth are arranged as recuperated inserts of skilled tailoring on a flawless backdrop. Ample coats and skirt suits find their counterparts in clear cut dresses and tops that stand out against male trousers.
The body is concealed for a self-absorbed, Gothic feminine allure.

           Qui vi metto alcune foto del mio album ( indosso tutti vestiti di Ter et Bantine inverno 2012 )
 
 
R.C
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